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La tua carezza

Come petalo mi colpì la carezza tua. Di improvviso attimo rinascer mi vidi, colpita di tanto nuovo, abbagliato lo stupore mi si affacciò in petto. Così tanto forte apparso, che l'immobile mi prese a farmi piatta. Piatta e sottile come una foglia muta, che protesta non può porre all'albero suo, mentre al cader la obbliga. Così fu lo stupore. come improvvisa e lenta caduta, attenta e dissoluta. Fu come da foglia divenir pesce a nuotar nel vento.. Immagina! Una foglia o un pesce, distinguer ora non puoi ! Solo a te che instancabile osservi, Il vento si può mostrar corrente, onda rivolta, tempesta, silenziosa neve. tra verso e impressione, la tua carezza mi porta, come la foglia al ruscello suo faccio ritorno nel palmo del tuo amor, stagion conosco.
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Onesta Vita

Mi destai dal sonno, non quel che coscienza rigenera, ma quel perpetuo, velo che ti porti appresso, perfetto combacia con ciò che a te sussurri. A che servi? A chi servi? Per cosa vieni? Cosa porti? Possibile che la ragion tua, sia quella di tirar per campare? che se anche tiri, dove arrivi... all'inizio del prossimo mese da pagare. Tu paghi la vita perchè ti risparmi, ti risparmi il tempo, la calma, il silenzio, Ti risparmi del panorama la quiete, e la tua famiglia insieme. Tu paghi la vita perchè taccia il frastuono del tuo velo, del sussurro che all'interno specchio ti spinge. tu paghi per non sentire il peso dell'assurdo, che il cappio stringe. tu paghi con l'anima tua il peso della fretta, che ricerchi , dannazione, come nel deserto l'acqua. tu paghi con la vita dei tuoi figli, e con tutte le scuse che per non specchiarti in loro bisbigli. Caro Essere senza tempo, abbi il coraggio di guardarti dentro. Ora vedi, la vita non è corruzione giù quel velo, diventane ...

A mia figlia Emma

 A mia figlia Emma. Per i suoi 15 anni.  Il volto tuo ricordo, appena da me uscisti. Severo e fermo, come in foto ti fermasti. D'un tratto divenni, di te madre e guida. Di gioia stupore e paura vestita.. Paura di non arrivar per ciò che davvero sono, Paura di combattere con demoni e stridulo suono. Paura di ledere a immacolato animo tuo, E di inesperienza peccar, ferendo ancor di più il mio. Paura del finto fantasma perfezione, A me si affaccia, grida di fare attenzione..  Ma vera attenzione bambina mia, ho compreso,  Ci tiene svegli e lucidi nel momento atteso. Attesa di te figlia, e del mio crescerti insieme. La perfezione non esiste, per imparare occorre cadere!!!  Cadere e incarnarsi  Da invisibili a visti  Cadere e camminare,  Come il seme fa per fiorire.  Cadere insieme e guardarti che adesso, Di riso di pianto e di Vita,  ti rialzi lo stesso!  Stiamo attente piccola donna,  Attente che la vita è talmente bella.. tutto è ...

Alla rabbia

Il mio corpo trasuda rabbia,  si spinge al confine di sé stesso. Attraversa membra, memoria si trasporta. Che buffo se lo osservo, dimenato e pure stanco, a cercare la sua spiaggia.  Eppur la trova, forte di sapienza, bagnato, lento, mi recito assenza.   E ancora riverente si trasporta, fuori dai cardini, ai piedi del sole. Esso è spiaggia, mi plasma, mi insegna.  Sembra spento di fuoco ma arde invece, quando di chiamarla rabbia concludi.  Caro corpo che mi trasporti, impavido di lotta e sveglio di Vittoria, esulta, riposa, presentati, è questa la Nuova Storia!!

Un'altra Vista

 E di nuovo la sera giunge ed il verso nasce. Il cuor si desta, è pura gioia, quanto stupor, a trovar la Via maestra!  Trattener non ha più tempo suo, ora questo canto nasce e cresce con Dio  Pochi secondi e di virgole e strofe già si è formata con un balzo, un celeste attimo, la mia vita zitta è rinata.  Zitta alle voci che amar pensiero governa,  ora canta e ridonda questa melodia interna.  Solo un accordo odo ed è del mio Signore, spesso ciò che orecchio umano chiama intuizione!  Neanche a volerlo, di smettere o finire più succede. Non si arresta, apprende forza, ciò che È ma non si vede.  A occhi nudi, scorgerlo, falso e lento risulta.  Un altra vista amico mio, dal divin bagaglio è giunta.  Non arrenderti ti supplico, anche sordo e cieco, ascoltami, succede... 

La Fonte Originale

  Al principio ritorno,  Mi accorgo! Esisto!  Sento il Grillo, voce d'anima alla finestra. la ricchezza, sacra silenziosa abbondante, mi penetra, esplode, feconda le mie mani attente. Maestro genio,  umano siero,  svanisce chi di tale tralcio, non fa condottiero.  Se ti chiedi fratello, perché a rima il Signor mio gioca a dettarmi, ti rispondo  che né so, Lascio fare a Lui che solo sa svegliarmi!